Periodo
storico e committente della realizzazione della Piazza Ducale
La
Piazza di Vigevano è un capolavoro del primo Rinascimento
Lombardo è un progetto voluto da Ludovico il Moro, insieme
con il rifacimento del castello e la sistemazione della Torre. Una
lapide con iscrizione latina, posta sopra l'arco d'ingresso al castello
salendo lo scalone dalla Piazza, ricorda le benemerenze del Moro.
I lavori cominciarono nel 1492, con l'ampliamento dell'antica piccola
piazza di S.Ambrogio davanti al Duomo e nel 1494 potevano già
dirsi compiuti quanto alla parte muraria. L'esecuzione fu affidata
ad Ambrogio da Corte, Maestro di Camera del Duca, il quale si servì
della collaborazione di artisti dell'epoca: Leonardo da Vinci, Donato
Bramante, Guglielmo da Camino, ma non sappiamo in che misura essi
siano intervenuti nell'attuazione delle opere della città.
Demolizione
delle case intorno al castello
Per
l'apertura della Piazza fu necessario espropriare e abbattere molte
case della "contrada mercatesca" che i mercanti utilizzavano
per esporre le loro merci. La nuova Piazza è stata voluta
in funzione del castello al quale si accedeva tramite una rampa,
affiancata da due scalinate. Infatti, in origine i portici si interrompevano
in prossimità della Torre (dalla quint'ultima colonna in
poi). La Piazza si calava pertanto in un tessuto urbanistico medioevale,
senza condizionamenti dimensionali. Incluse le logge perimetrali
misura 134 m. di lunghezza e 48 di larghezza e le facciate dei fabbricati
che la delimitano su tre lati poggiano su 84 colonne di serizzo
sormontate da capitelli diversi l'uno dall'altro.
Interventi
per modificare lingresso dalla Piazza al Castello
La
rampa fu tolta nel 1681 dal vescovo Juan Caramuel che l'anno precedente
aveva inaugurato la facciata del Duomo. La fine della rampa significava
che la Piazza ormai aveva perso il riferimento al castello e tornava
ad essere in rapporto al Duomo.Essa fu sostituita da uno scalone
mascherato dal prolungamento dei portici.Inoltre l'erezione della
nuova facciata della Cattedrale in stile barocco mimetizzò
artificiosamente l'asimmetria esistente tra l'asse longitudinale
della chiesa e quello della Piazza. Dei Quattro portali della facciata,
solo tre sono di pertinenza della chiesa, il quarto nasconde l'accesso
di una pubblica via.
All'altezza delle vie G. Silva e del Popolo furono uniformati al
resto del colonnato i due grandi archi a tutto sesto che occupavano
lo spazio di due arcate. Infatti questi grandi archi rendevano l'accesso
alla Piazza quasi trionfale.
Con queste modifiche la Piazza acquistava simmetria, ma perdeva
in fascino e da Piazza ducale era diventata Piazza del Duomo, ossia
sagrato della Cattedrale, non solo per ragioni architettoniche,
ma anche per diritto di proprietà.
La Sacrestia Capitolare aveva infatti acquistato dalla Città
la Piazza intera per lire 4450 nel 1651. Pare che già vi
era in Piazza un pozzo di proprietà della Sacrestia come
attesta una parcella del 1607. Sotto la Piazza vi erano e vi sono
cantine di proprietà privata.
Lantico
Palazzo comunale
Nel
1765 la Piazza fu riscattata dalla Città, la quale aveva
nel lato sud il Palazzo del Comune, ove ora si trova la Banca della
Cassa di Risparmio, all'angolo di via degli Sbirri (via S. Croce),così
chiamata perché in essa vi erano le prigioni.
Il Palazzo aveva anche un elegante balconcino secentesco balaustrato
in ferro battuto, sostituito poi nel 1832 con uno più grande;
fu tolto all'inizio del 1900 quando gli uffici comunali furono trasferiti
in Corso Vittorio Emanuele, nei locali dell'ospedale del SS. Sacramento,
che a sua volta aveva trovato ampia sede in Corso Milano nel 1911.
Progetti
di restauro della Piazza
Nella
metà del1800 si fecero dei progetti di restauro da parte
del Comune, ma fortunatamente non attuati, perché avrebbero
modificato in modo indegno dal punto di vista artistico "l'aspetto
di leggerezza" della Piazza. La facciata fu decorata già
nel 1500 in parte a graffiti e in parte ad affresco, fu interamente
ridipinta nel 1600 con decorazione a fondo azzurro scuro e nel 1700
a fondo giallo.
Nel 1757 si parla di una generale imbiancatura della facciata della
Piazza, del porticato, ma la piccola spesa affrontata, come attesta
un documento dell'epoca, fa capire che non dovette essere un gran
lavoro.
Nei primi del '900 la Piazza fu restaurata su lascito del concittadino
Giorgio Silva. La decorazione murale degli edifici è stata
rifatta ad affresco dai pittori vigevanesi Casimiro Ottone e Luigi
Bocca che si orientarono su scarsi resti di decorazione cinquecentesca.
Inoltre tutta la decorazione venne ripulita e rinfrescata nel 1960,
comunque essa appare sempre ricca e festosa nonostante la perdita
di colore di questi ultimi anni.
Particolarità
delle decorazioni
Le
facciate dei fabbricati sono uniformate da una fascia dove si alternano
amorini e cornucopie, fauni e satiri. Una serie di medaglioni dipinti
tra le colonne raffigurano personalità dell'età classica
e della dinastia sforzesca, antichi proverbi e motti particolari.
Pavimentazione
dei Portici e della Piazza
La
lastricatura dei portici fu eseguita nel 1811 e risistemata 100
anni dopo. Il selciato in ciottoli del fiume Ticino con tombinatura
e rotaie di granito venne fatto negli anni 1824-1825, quando furono
tolti gli ingressi alle antiche cantine. L'ultima sistemazione in
rapporto al sagrato del Duomo è del 1934, dopodiché
furono installati anche i lampioni in ghisa per l'illuminazione
a gas.
La
statua del Santo
La
statua di S. Giovanni Nepomuceno fu eretta nel 1732, per ordine
del principe Lichtesten, comandante della guarnigione austriaca
di stanza nel castello. Data significativa perché erano passati
solo tre anni dalla canonizzazione del Santo Boemo, vicario generale
di Praga, e ne erano trascorsi 50 dalla morte del Vescovo Caramuel
che fu vicario generale di Praga e di madre Boema. La Piazza in
quel tempo era di proprietà del Duomo. Nepomuceno è
il martire del segreto confessionale, ma i Vigevanesi lo fecero
protettore dei rivenditori di castagne e dei pescivendoli.
Le informazioni sono tratte dalle ricerche fatte da P. Bellazzi.
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